I font e i caratteri tipografici

Viviamo ormai in piena era digitale dove, attraverso i computer, si realizzano praticamente tutti quei lavori che un tempo si facevano a mano o attraverso mezzi meccanici. Il mondo della scrittura e della grafica, sono quelli che più di tutti hanno dovuto trasformarsi e adottare tecniche digitali per poter stare al passo con i tempi e le professioni di oggi. Quello della scelta del font nella realizzazione di un progetto grafico, è importante al fine della qualità del design del lavoro stesso. Questo perché la varietà di font esistenti è talmente ampia che è possibile adottarne a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere con il progetto grafico. Anche in questo frangente, è fondamentale avvalersi della collaborazione di un tipografia qualificata e dalla lunga esperienza, come la Tipografia Multiprint a Roma di Nicola Buonamico, senza la quale è facile compromettere la riuscita di un progetto grafico a causa di un font sbagliato.

Per non incappare in grossolani errori di scelta, è bene capire l’uso di un font e perché uno stile e meglio di un altro. Innanzitutto quando si parla di font non ci si riferisce ad un “carattere”, perché c’è una distinzione da fare tra i due. Il “carattere” è una specifica lettera o segno di punteggiatura o simbolo. La “A”, per fare un esempio, è un carattere. L’insieme di più caratteri dallo stesso stile grafico, determina invece il “carattere tipografico”. Infine, per font, si intende il file per mezzo del quale è possibile applicare un carattere digitalmente.
I font quindi appartengono ad una determinata categoria di caratteri tipografici. Le principali sono i Serif, dalla forma aggraziata ed elegante, i Sans Serif, più netti e lineari, i Monospace, più simili a quelli delle classiche macchine da scrivere e gli Handwriting, molto simili alla scrittura a mano. Per ognuna di queste categorie, esistono moltissimi tipi di font e non è sempre facile scegliere quello giusto per i differenti progetti grafici che possono essere dei libri, dei volantini, delle borchure, delle tesi di laurea, dei biglietti da visita, ma anche manifesti, cataloghi, totem per fiere ed eventi e altro ancora. Ogni tipo di lavoro, richiede una diversa tipologia di font a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere che è legato al tipo di comunicazione che si vuole adottare. Ci sono infatti dei font particolarmente eleganti e decorativi che se si vuole attirare l’attenzione dell’osservatore non tanto per il contenuto quanto per l’impatto visivo.

Ce ne sono altri invece preferibili e più o meno convenzionali, se si vuole far comprendere bene la parte testuale a scapito del design. Ma è anche possibile trovare il giusto compromesso tra le due necessitò, con font che da una parte sono belli da vedere e anche chiari da leggere. Ecco perché il supporto della Tipografia è importante nella scelta del font da utilizzare. Non sempre quello che piace a noi, è poi adatto allo scopo che ci eravamo prefissati. Lo stretto legame tra font e carattere tipografico, si evidenzia anche nella scelta dello spessore del carattere ovvero, per intenderci, quelli che conosciamo come bold, black, extra-bold, light, thin, extra-light, oppure nel corsivo. In conclusione, è evidente come la scelta del font, per qualsiasi tipologia di progetto grafico, ha un’importanza essenziale per la sua buona riuscita e che non va sottovalutata o delegata solo al nostro gusto personale.

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